martedì 29 settembre 2015

Sometimes I feel...

I've to express those voices in my head
welter of songs never digested

I've to squeeze out those wilde colors
sad memories of beautiful views

Then my saneness is the only gain
sheets are just results of silliness.

Remember when you were young, you shone like the Sun!

Shine on you crazy Diamond. Seems a beautiful beginning for another post.

Fortunately, step by step, I'm fitting with the language, in writing and in talking as well; it's interesting: you change country, you change tongue and automatically you change behaviour.
I wonder if I'll be more friendly, once in Italy, 'cause Italians are not used to say "hallo" everybody through the street, on the contrary of Irish people.

Everyone is serenely helpful here, lovely.

But my art is getting weaker and weaker, falling apart. Nay, it's restoring afresh by a new inspiration, awesome different beauty everywhere.


Thank you Pink Floyd, and thanks a million Ireland!

venerdì 25 settembre 2015

I'm sorry.

Quanti italiani hanno un blog?
Quanti un canale su Youtube?
Quanti invece si limitano a condividere le puttanate su Facebook?
Sono curiosa, curiosa e dispiaciuta.
Fatemi sapere.

Non vedo l'ora di poter scrivere in inglese, giacche' molti Irlandesi amano scrivere e leggere senza sprezzare la tecnica altrui.
Universale restera' la mia pittura, invece.
Bye.

Si, beh.

E' proprio cosi che si comincia un altro soliloquio, il solito, la performance di un animo logorroico, ma logorroico solo se nessuno ascolta.

Ora scrivo, ma se non scrivo disegno e se non disegno ascolto, ma se nel contempo ascolto e disegno sto facendo proprio un bel lavoro: ti rubo certe frasi e le incastro nella trama di un foglio molto ruvido e spesso, lo appesantisco col suono delle parole rubate al vento dove tu le hai gettate; le conservo infine, che' le annego col colore, muoiono col sorriso. 

E poi ti rispondo "Ah si? Condoglianze".
Grazie, a presto.

giovedì 24 settembre 2015

Many simple studies: anatomies.


Black BIC, pastels, watercolors.



 2012-13








 2014-15









Many simple studies: bones.

Chalk and black BIC.

2012




Some Art.

Col prof. Zancoghi non avevo un buon rapporto all'inizio della terza, le nostre testacce cocciavano facilmente; non voleva ascoltarmi, credevo, perché pensavo che le mie capacità creative fossero irrimediabilmente limitate. Mi limitavo alla pura riproduzione dal vero.
Non solo Zanco mi ha suggerito l'attenzione al dettaglio, grazie a lui ho finalmente voluto disegnare ciò che immaginavo, passo per passo, esprimendomi.

Queste tavole di progettazione grafica sono le fortunate superstiti dell'ultimo anno di liceo, non essendo riuscita a scansionare le successive, le quali ritengo il frutto maturo di un'ottima primavera artistica. Vi presento dunque la trilogia sviluppata coi colori acrilici sul tema "giocolieri, domatori e saltimbanchi", come apripista per quello che ancora vorrò mostrarvi.


"Love and Faith"


  "My Lord"


"The End"

Grazie infinite.

mercoledì 23 settembre 2015

Mi sembra sensato.

Oggi torno su questo blog, dopo due anni di beata ignoranza e amabile scrittura a mano, riformulo le informazioni del mio profilo in inglese, ma questo post lo scrivo in italiano.E' veramente sensato, un'azione che deriva direttamente dalla mia ispirazione, se si scontra con l'intelletto: trovo di non essere pronta per esibire una buona performance letteraria in inglese. Magari tra un mese. 

Nel frattempo non mi risparmiero' certo di scrivere qualsiasi noiosa baggianata possa infastidirvi, perche' sono abituata a non piacere alle persone. So benissimo quando un approccio e' sbagliato, perche' come tale mi soddisfa, alcuno; niuno e' tanto liberatorio. Mi sembrava interessante ricominciare oggi, a descrivere le mie spontanee impressioni, tutte differenti;ricominciare oggi, come ennesimo stratagemma per sfuggire dalla monotonia di queste giornate irlandesi.


Mi trovo seduta alla scrivania, sono segretaria nel modesto Cobh Museum, ospitato in una vecchia chiesa presbiteriana, dalla vista mozzafiato, sul mare, che parrebbe quasi un incanto. Putroppo, non e' veramente quello per cui ho studiato, ma non mi lamento. Gli orari sono piacevolmente leggeri, i colleghi vecchi e simpatici, l'aria umidiccia, fresca, sara' gelata in inverno. Sto imparando come funziona in un museo, come si accolgono i clienti, "You're very wellcome!", cose del genere, ma soprattutto corre negli abissi la mia cultura da quando son qui, poiche'  disegno, ascolto musica a random, leggo molti articoli ed ho iniziato da poco "Ulysses" di James Joyce, rigorosamente in inglese. Spero mi piaccia. E' un macigno e tutti persistono nell'informarmi dulla sua pesantezza letteraria. Non solo mi piacera', ma me ne innamorero', come ho amato "Mrs. Dalloway".


A volte squilla il telefono. Non rispondo. Ho paura di non capire, che qui hanno un accento strano, una parlata rapida, dolorosa. Non sono abbastanza attenta. Mi sento stupida, ogni qualvolta non capisco cosa intendono e devo chiamare un collega, cosi lascio che rispondano quelli piu' svegli. Non e' da codardi, ma da persone coscienti. 


In un'ora potro' tornare a casa di Martha, Highland, un posto magnifico e caloroso. Poi camminero', oppure andro' a correre. Non l'immaginavo cosi schifosamente piatta, la vita qua'. Mi uccide. Percio' stanotte con molte probabilita' mi trovero' follemente immersa nel dipinto che mi ronza in testa: una grossa grassa vacca in una umida prateria, viva dei colori piu' accesi, coperta da un cielo cupo, incombente. Non oso immaginare cosa significhi, allora, questa Irlanda per me e solo per non aver paura. 

A presto.