Mi sembra sensato.
Oggi torno su questo blog, dopo due anni di beata ignoranza e amabile scrittura a mano, riformulo le informazioni del mio profilo in inglese, ma questo post lo scrivo in italiano.E' veramente sensato, un'azione che deriva direttamente dalla mia ispirazione, se si scontra con l'intelletto: trovo di non essere pronta per esibire una buona performance letteraria in inglese. Magari tra un mese.
Nel frattempo non mi risparmiero' certo di scrivere qualsiasi noiosa baggianata possa infastidirvi, perche' sono abituata a non piacere alle persone. So benissimo quando un approccio e' sbagliato, perche' come tale mi soddisfa, alcuno; niuno e' tanto liberatorio. Mi sembrava interessante ricominciare oggi, a descrivere le mie spontanee impressioni, tutte differenti;ricominciare oggi, come ennesimo stratagemma per sfuggire dalla monotonia di queste giornate irlandesi.
Mi trovo seduta alla scrivania, sono segretaria nel modesto Cobh Museum, ospitato in una vecchia chiesa presbiteriana, dalla vista mozzafiato, sul mare, che parrebbe quasi un incanto. Putroppo, non e' veramente quello per cui ho studiato, ma non mi lamento. Gli orari sono piacevolmente leggeri, i colleghi vecchi e simpatici, l'aria umidiccia, fresca, sara' gelata in inverno. Sto imparando come funziona in un museo, come si accolgono i clienti, "You're very wellcome!", cose del genere, ma soprattutto corre negli abissi la mia cultura da quando son qui, poiche' disegno, ascolto musica a random, leggo molti articoli ed ho iniziato da poco "Ulysses" di James Joyce, rigorosamente in inglese. Spero mi piaccia. E' un macigno e tutti persistono nell'informarmi dulla sua pesantezza letteraria. Non solo mi piacera', ma me ne innamorero', come ho amato "Mrs. Dalloway".
A volte squilla il telefono. Non rispondo. Ho paura di non capire, che qui hanno un accento strano, una parlata rapida, dolorosa. Non sono abbastanza attenta. Mi sento stupida, ogni qualvolta non capisco cosa intendono e devo chiamare un collega, cosi lascio che rispondano quelli piu' svegli. Non e' da codardi, ma da persone coscienti.
In un'ora potro' tornare a casa di Martha, Highland, un posto magnifico e caloroso. Poi camminero', oppure andro' a correre. Non l'immaginavo cosi schifosamente piatta, la vita qua'. Mi uccide. Percio' stanotte con molte probabilita' mi trovero' follemente immersa nel dipinto che mi ronza in testa: una grossa grassa vacca in una umida prateria, viva dei colori piu' accesi, coperta da un cielo cupo, incombente. Non oso immaginare cosa significhi, allora, questa Irlanda per me e solo per non aver paura.
A presto.
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