Mi sveglio in un angolo di città, un luogo molto familiare, dove usavo incontrare le compagnie di anni fa, prima di partire alla continua ricerca di qualche libertà in più, con atteggiamento di disinvoltura totale. Ovvero, questo è il luogo che ha visto fiorire un ricco ego alla ricerca di sè e del mondo circostante; mi sveglio seduta sul muretto che fronteggia il mio liceo, scuola, fulcro giovanile ed è probabilmente un sogno e non so come ci sono arrivata, capisco solo di essere, solo ora, aprendo gli occhi verso una realtà vera come ogni realtà. E' sperimentabile dal momento in cui sperimenti, in effetti. E' sogno perché ogni volta ho la necessità di risvegliare i miei sensi, me, la coscienza; e' realtà perché già è reale se scorre nei miei pensieri per la sua tangibilità. Lo vedo, lo sento, interagisco e dunque è reale.
Agisco nel modo più naturale e sentito, quello inconscio, tento di riconoscere il tranello che mi porta a compiere una scelta fuori dal mio interesse. Anche l'imposizione è fortemente sentita, poiché reale, confina sè stessa sulle frontiere di me, intorno a me, come un esercito di buone intenzioni armate, plotoni di costumi da kamikaze pronti a farmi saltare.
Minacciosi, vorrebbero sterminare lo stare bene per il benestare, ma poi si ricordano di avere una vita propria. Una vita, un sogno più una realtà, dove svegliarsi, ogni tanto, angolo di città, banco, mercato, bar, per lasciarsi illuminare, dal sole tra la pioggia, dalle parole che ci colpiscono e fanno infervorire amaramente, ci fanno capire, il sole, tra la pioggia.
Sento che la mente alla fine mi sta abbandonando, si è squagliata al sole come cera molle, dopo un lungo lungo attimo di presenza su questo angolo della terra. Si scioglie di nuovo da me il pensiero per vagare, incoerente, cosa può fare il pensiero senza la sua realtà? Nulla. Non può nulla men che trovarsi una nuova realtà e sogno, nuovo nel senso di uguale a quello di prima e reale nel senso di ispirato da un luogo diverso.
Empatia. Questo spiritello di luce è un essere empatico, simpatizza col buio, lo abbraccia e ne riporta alla luce i colori.
Ma dopo, sento stanco il corpo assopirsi abbandonato dal proprio pensare ed il sonno, il niente, mi prende.
Pieni e vuoti come in una scacchiera, luce, conoscenza e sonno, buio, animalesca pura fisicità organica. Mi perdo ogni qual volta stacco la penna dal foglio e vivo. Ma l'impressione di vivere emerge dal foglio solo mentre non vivo e non sono, negli spazi neri della scacchiera, come il sole tra la pioggia, la luna dentro il mare, bagliore in una grotta, lampo al buio, impressione di nitidezza e poi, (...) e poi...
BLANKS
sabato 9 settembre 2017
martedì 11 luglio 2017
Roteglia
Brutto schiaffo di ceramiche dai tetti di amianto, scarichi nel secchia le offese alla natura.
Sei ben vestita, mal pensante, di bocca buona al ristorante ma al viandante non domandi curiosa, aspetti d'udire ancora l'accento mescolato al vino rosso di una terra straniera, che non è né bassa né montagna.
Roteglia sei la stessa di ogni altro dove, ma ti conosco troppo bene, ti piace fingere una singolarità immediata, sipario di un cocaparty nella sacrestia di una banca.
Le tue genti sono comuni quanto le Marlboro in tutti i comuni del mondo, globalizzata e dai rinfreschi a base di traminer nell'afa di ogni sera. Quando piove spero che nascano nuovi frutti dai tuoi alberi secolari, nuovi scolari dalle larghe vedute, ma non faccio in tempo e infatti, le belle genti si son già perse all'orizzonte.
Caro paesello, un po' mi fai paura, poiché non sempre mi è bastato dire che non mi importava del vociare costante delle vecchie demonizzati, anche se "Dio è morto", perché nessuno se ne da conto.
Ho citato Nietzsche anche dietro alla chiesa e l'hanno biffato senza il minimo rispetto, chiamandolo vandalismo coloro che di schiaffi morali sono gli esperti.
Tra qualche giorno sarà l'ora di perdersi in bacco ai Giochi d'Estate, voglio contribuire al vostro e nostro divertimento, è l'opportunità per il ricongiungimento degli animi nostri affini.
Perché dopotutto il mio compito è quello di mantenere alto lo spirito, esser felice nel veder felici gli altri, altrimenti non avrei ragione di restare qui per lavorare e depauperare me stessa, odiandoti di un odio pure meschino e ipocrita, sarebbe controproducente.
Festeggiamo dunque questa nuova unione, cara e vecchia Roteglia, prima che tutto finisca di nuovo, prima che io finga di morirti dentro.
Sei ben vestita, mal pensante, di bocca buona al ristorante ma al viandante non domandi curiosa, aspetti d'udire ancora l'accento mescolato al vino rosso di una terra straniera, che non è né bassa né montagna.
Roteglia sei la stessa di ogni altro dove, ma ti conosco troppo bene, ti piace fingere una singolarità immediata, sipario di un cocaparty nella sacrestia di una banca.
Le tue genti sono comuni quanto le Marlboro in tutti i comuni del mondo, globalizzata e dai rinfreschi a base di traminer nell'afa di ogni sera. Quando piove spero che nascano nuovi frutti dai tuoi alberi secolari, nuovi scolari dalle larghe vedute, ma non faccio in tempo e infatti, le belle genti si son già perse all'orizzonte.
Caro paesello, un po' mi fai paura, poiché non sempre mi è bastato dire che non mi importava del vociare costante delle vecchie demonizzati, anche se "Dio è morto", perché nessuno se ne da conto.
Ho citato Nietzsche anche dietro alla chiesa e l'hanno biffato senza il minimo rispetto, chiamandolo vandalismo coloro che di schiaffi morali sono gli esperti.
Tra qualche giorno sarà l'ora di perdersi in bacco ai Giochi d'Estate, voglio contribuire al vostro e nostro divertimento, è l'opportunità per il ricongiungimento degli animi nostri affini.
Perché dopotutto il mio compito è quello di mantenere alto lo spirito, esser felice nel veder felici gli altri, altrimenti non avrei ragione di restare qui per lavorare e depauperare me stessa, odiandoti di un odio pure meschino e ipocrita, sarebbe controproducente.
Festeggiamo dunque questa nuova unione, cara e vecchia Roteglia, prima che tutto finisca di nuovo, prima che io finga di morirti dentro.
domenica 28 febbraio 2016
Spontanea
Se per caso mi trascino è triste anche il caso e la pioggia non aiuta, ché con le sue pozzanghere infanga e sfrangia e logora gli estremi delle mie vesti nuove.
Le scarpe slittano sui gradini bagnati, si presentano i lividi che imprecano e si lamentano le articolazioni sfregiate; bruciano le carni, ma soffrono anche le gocce di acqua che evapora a contatto con le pelli in fiamme. Squadro il cielo.
Rossa in viso e indignata provoco con fare offensivo il clima, liberando la colpa fuori dalla mia area, vaporosa l'aura d'umano emano e mi privo del dovere di profumare di fiori di campo, della freschezza delle erbe aromatiche; mi nego il diritto di bisbigliare come gli insetti al vento, di fissare il vuoto, d'amar il lieto che avvicina me e natura. Piove l'amara convinzione di non provar paura.
Le scarpe slittano sui gradini bagnati, si presentano i lividi che imprecano e si lamentano le articolazioni sfregiate; bruciano le carni, ma soffrono anche le gocce di acqua che evapora a contatto con le pelli in fiamme. Squadro il cielo.
Rossa in viso e indignata provoco con fare offensivo il clima, liberando la colpa fuori dalla mia area, vaporosa l'aura d'umano emano e mi privo del dovere di profumare di fiori di campo, della freschezza delle erbe aromatiche; mi nego il diritto di bisbigliare come gli insetti al vento, di fissare il vuoto, d'amar il lieto che avvicina me e natura. Piove l'amara convinzione di non provar paura.
giovedì 15 ottobre 2015
Pensiero per un Caro professore!
L'importante è essere forti abbastanza, abbastanza per essere felici e felici nonostante tutte le inequità che rendono diverse le nostre esistenze.
Facciamo il tifo per te, così restituendoti una piccola parte di quella vitalità che ti ha reso tanto autorevole ai nostri occhi di studenti.
Grazie infinite e spero che tu possa essere un grande esempio per altrettante classi in futuro, come lo sei stato e non solo per me.
Tanto love per chi ha saputo trasformare la propria stessa vita in ciò che più amava, in un'opera d'arte.
Facciamo il tifo per te, così restituendoti una piccola parte di quella vitalità che ti ha reso tanto autorevole ai nostri occhi di studenti.
Grazie infinite e spero che tu possa essere un grande esempio per altrettante classi in futuro, come lo sei stato e non solo per me.
Tanto love per chi ha saputo trasformare la propria stessa vita in ciò che più amava, in un'opera d'arte.
mercoledì 14 ottobre 2015
The ballad of Joking Jesus.
"I'm the queerest young fellow that ever you heard.
My mother's a jew, my father's a bird.
With Joseph the joiner I cannot agree,
So here's to disciples and Calvary.
My mother's a jew, my father's a bird.
With Joseph the joiner I cannot agree,
So here's to disciples and Calvary.
If anyone thinks that I amn't divine
He'll get no free drinks when I'm making the wine
But have to drink water and wish it were plain
That I make when the wine becomes water again.
He'll get no free drinks when I'm making the wine
But have to drink water and wish it were plain
That I make when the wine becomes water again.
Goodbye, now, goodbye. Write down all I said
And tell Tom, Dick and Harry I rose from the dead.
What's bred in the bone cannot fail me to fly
And Oliver's breezy . . . Goodbye, now, goodbye."
And tell Tom, Dick and Harry I rose from the dead.
What's bred in the bone cannot fail me to fly
And Oliver's breezy . . . Goodbye, now, goodbye."
Ulysses, James Joyce.
lunedì 5 ottobre 2015
Such a poem.
È pazzesco.
E dunque do colpa al ciclo,
do colpa al cibo, al caffè,
all'Amore, alla solitudine, a te,
ma il problema resta come prima:
pazzesco.
Nulla sembra aver un senso
se ti ripenso e non ha logica
ripensarti, al momento
dunque ti prometto che nel
giro di un minuto la smetto.
...
"Non intendevo disturbarti, sai".
Ora do colpa al copriletto,
profuma di te, o meglio,
del ricordo che ho di te;
ma se può servire lo ripeto,
dopo tempo che non sediamo
assieme in mezzo a un prato:
è pazzesco.
E dunque do colpa al ciclo,
do colpa al cibo, al caffè,
all'Amore, alla solitudine, a te,
ma il problema resta come prima:
pazzesco.
Nulla sembra aver un senso
se ti ripenso e non ha logica
ripensarti, al momento
dunque ti prometto che nel
giro di un minuto la smetto.
...
"Non intendevo disturbarti, sai".
Ora do colpa al copriletto,
profuma di te, o meglio,
del ricordo che ho di te;
ma se può servire lo ripeto,
dopo tempo che non sediamo
assieme in mezzo a un prato:
è pazzesco.
martedì 29 settembre 2015
Sometimes I feel...
I've to express those voices in my head
welter of songs never digested
I've to squeeze out those wilde colors
sad memories of beautiful views
Then my saneness is the only gain
sheets are just results of silliness.
welter of songs never digested
I've to squeeze out those wilde colors
sad memories of beautiful views
Then my saneness is the only gain
sheets are just results of silliness.
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