sabato 9 settembre 2017

Spasmi

Mi sveglio in un angolo di città, un luogo molto familiare, dove usavo incontrare le compagnie di anni fa, prima di partire alla continua ricerca di qualche libertà in più, con atteggiamento di disinvoltura totale. Ovvero, questo è il luogo che ha visto fiorire un ricco ego alla ricerca di sè e del mondo circostante; mi sveglio seduta sul muretto che fronteggia il mio liceo, scuola, fulcro giovanile ed è probabilmente un sogno e non so come ci sono arrivata, capisco solo di essere, solo ora, aprendo gli occhi verso una realtà vera come ogni realtà. E' sperimentabile dal momento in cui sperimenti, in effetti. E' sogno perché ogni volta ho la necessità di risvegliare i miei sensi, me, la coscienza; e' realtà perché già è reale se scorre nei miei pensieri per la sua tangibilità. Lo vedo, lo sento, interagisco e dunque è reale.
Agisco nel modo più naturale e sentito, quello inconscio, tento di riconoscere il tranello che mi porta a compiere una scelta fuori dal mio interesse. Anche l'imposizione è fortemente sentita, poiché reale, confina sè stessa sulle frontiere di me, intorno a me, come un esercito di buone intenzioni armate, plotoni di costumi da kamikaze pronti a farmi saltare.
Minacciosi, vorrebbero sterminare lo stare bene per il benestare, ma poi si ricordano di avere una vita propria. Una vita, un sogno più una realtà, dove svegliarsi, ogni tanto, angolo di città, banco, mercato, bar, per lasciarsi illuminare, dal sole tra la pioggia, dalle parole che ci colpiscono e fanno infervorire amaramente, ci fanno capire, il sole, tra la pioggia.

Sento che la mente alla fine mi sta abbandonando, si è squagliata al sole come cera molle, dopo un lungo lungo attimo di presenza su questo angolo della terra. Si scioglie di nuovo da me il pensiero per vagare, incoerente, cosa può fare il pensiero senza la sua realtà? Nulla. Non può nulla men che trovarsi una nuova realtà e sogno, nuovo nel senso di uguale a quello di prima e reale nel senso di ispirato da un luogo diverso.
Empatia. Questo spiritello di luce è un essere empatico, simpatizza col buio, lo abbraccia e ne riporta alla luce i colori.
Ma dopo, sento stanco il corpo assopirsi abbandonato dal proprio pensare ed il sonno, il niente, mi prende.
Pieni e vuoti come in una scacchiera, luce, conoscenza e sonno, buio, animalesca pura fisicità organica. Mi perdo ogni qual volta stacco la penna dal foglio e vivo. Ma l'impressione di vivere emerge dal foglio solo mentre non vivo e non sono,  negli spazi neri della scacchiera, come il sole tra la pioggia, la luna dentro il mare, bagliore in una grotta, lampo al buio, impressione di nitidezza e poi, (...) e poi...

Nessun commento:

Posta un commento